La banda musicale di San Donato detta filarmonica

La prima notizia sulla banda sandonatese, detta Filarmonica, costituita da venti persone, appartenenti a famiglie benestanti e artigiane, la rinveniamo in un verbale comunale del 29 novembre 1865 (1), anno in cui l’amministrazione comunale stanziò in suo favore la somma di lire 425,00 l’anno, valevole per un quinquennio. Nel 1872, però, la società che la gestiva, di cui in quell’anno era direttore Vincenzo Tempesta e amministratori Clementino Musilli e Loreto Tempesta, si sciolse. Il 15 aprile 1873, la giunta comunale, presieduta dal sindaco Carlo Coletti, tenuto conto che negli anni precedenti la banda aveva dato “lustro alla cittadinanza” (2), decise di costituire una nuova società, finanziata interamente dalle casse comunali. Per la sua gestione fu creata una commissione composta dal direttore della società, dal maestro, dal capo musico e dalla giunta comunale. Il capo musicante doveva essere scelto fra i soci membri della società e la nomina del cassiere doveva essere approvata da tutti i soci (3). Con lire 618, prelevate dagli esuberi del bilancio del 1872, furono acquistati tutti gli strumenti appartenuti alla disciolta società e, tramite il notaio, Domenico Rufo, fu stipulato un contratto con il quale si stabiliva che la nuova società, aperta a tutti coloro che ne avessero voluto far parte, salvo il consenso degli amministratori comunali, doveva fornire una sala d’ascolto e gli strumenti musicali che solitamente venivano acquistati a Napoli presso la ditta Ruggiero. Aveva, inoltre, il compito di rivedere i conti, verificare il fondo cassa, accertare le quote utili che dovevano essere percepite dai soci e le quote passive. Dalla ripartizione degli utili era escluso il maestro, per il quale era stabilito un compenso fisso. Una parte delle entrate andava a costituire la cassa della società, che era utilizzata per le provviste della carta musicale, i leggii, l’olio e le spese minute. La banda disponeva di numerosi strumenti: due clarini di Buffet, costosi e pregiati, il bincolo, il bombardino, il trombone, il sax, il basso, la grancassa, la rollonda, il sax mib, l’elikon, il tamburo e il piattino (4). In un primo momento, la nomina di “capo musico” fu conferita a Domenico Fiordelisi di Aversa, residente a S. Donato, quella di direttore a Napoleone Coletta e quella di tesoriere a Carlo Tocco. Nel maggio del 1873, Fiordelisi fu sostituito da Domenico Fabrizio. Nel 1875, fu nominato maestro per cinque anni Giovanni Gardon.

In seguito, nei vari incarichi, si alternarono le più diverse persone (5). La Banda dette i suoi concerti privati e pubblici, esibendosi gratuitamente nel giorno della festa del patrono (7 agosto), della compatrona Santa Costanza (ultima domenica di agosto), della madonna di Loreto, del Carmine e del Corpus Domini, nel giorno della festa nazionale dello Statuto (prima domenica di giugno), nell’anniversario della nascita del re e della regina (6). Il 24 novembre 1878, suonò anche a Cassino alla presenza del re Umberto I e dalla regina Margherita. Il 29 gennaio 1886, si esibì a Settefrati in occasione del funerale del cavalier Aniceto Venturini, sindaco della cittadina e consigliere provinciale del mandamento (7). Nelle ricorrenze civili (festa dello Statuto, genetliaco del re e della regina), i membri della banda ricevevano dalla giunta municipale “un mite complimento” e il maestro “una gratificazione” (8). Nel 1888, il consiglio comunale si riunì per stanziare in favore della filarmonica lire 4000, che dovevano servire per acquistare nuovi strumenti e nuove divise per i bandisti e altre lire 2000 per lo stipendio del maestro e l’affitto del locale destinato ai concerti. Sulla proposta, però, relativa allo stipendio, i consiglieri si divisero e prevalse l’opinione di coloro che non volevano far gravare sulle entrate del comune una cifra ritenuta ingente. Si stabilì, pertanto, di ridurre il finanziamento a sole lire 850, quindi fu ridotto lo stipendio del maestro che fu poi riportato a lire 968 nel 1890 (9). La banda svolse la sua attività musicale per diverso tempo ed era ancora attiva nei primi anni del Novecento, anche se con una diversa organizzazione economica. Si sciolse dopo la prima guerra mondiale in conseguenza della forzata emigrazione in America di numerosi suoi componenti e delle difficoltà economiche in cui si dibatteva.

1 A.S.C.S.D., Registro dei Consigli ordinari …, cit, Verbale del 29 novembre 1865

2 Ivi, Registro delle deliberazioni prese dalla Giunta Municipale, Verbale 15 aprile 1873. 3 R. TEMPESTA, Storia di una banda musicale dell’Ottocento, in F. PAGANO, Samuele Pa gano - L’artista e l’uomo, Napoli 2006, p. 357

4 A.S.C.S.D., Registro delle deliberazioni prese dalla Giunta Municipale, Verbale 30 marzo 1878

5 R. TEMPESTA, Storia di una banda..., op. cit., p. 357

6 A.S.C.S.D., Registro delle deliberazioni prese della Giunta Municipale, Verbale 15 aprile 1873. In occasione delle feste civili, a spese del Comune venivano distribuite le elemosine ai poveri in base ad un elenco preparato dalla Giunta.

7 R. TEMPESTA, Storia di una banda..., op. cit., p. 357

8 A.S.C.S.D., Registro delle deliberazioni prese dal Consiglio Comunale, Verbale 14 maggio 1890

9 Cfr., R. TEMPESTA, Storia di una banda..., op. cit.,

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