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Il terzo Millennio è iniziato il 1° gennaio 2001?

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Nell’ approssimarsi del famoso capodanno del 2000 la stragrande maggioranza delle persone era convinta che il nuovo anno fosse il primo del nuovo secolo e il primo del nuovo millennio. A detta, però, di Margherita Hach, famosa astrofisica, di monsignor Liberio Andreatta, dell'Osservatorio di Greenwich e del calendario ufficiale del Giubileo, il ventunesimo secolo e il nuovo millennio sarebbero iniziati all'alba del 2001. Sembra che la colpa sia tutta del monaco scita Dionigi il piccolo che, non conoscendo lo “zero”, scelse come data di nascita di Cristo l’anno “uno”.

Era il 1250 dalla fondazione di Roma, quando Dionigi propose di abbandonare il computo del calendario fatto fare da Giulio Cesare e di iniziare una nuova numerazione partendo dalla nascita di Cristo. Egli stabilì l’anno di nascita sulla base del calendario romano e delle liste delle cariche pubbliche dell’Impero. Dopo un approfondito studio, ritenne che l’anno che lui stava vivendo doveva essere il 520° (il 525° o 527° secondo altre fonti) dalla nascita del Salvatore. A verifica dei suoi calcoli pose la prodigiosa nascita, il censimento della popolazione in Palestina voluto da Roma e la comparsa di una stella. Propose di contare gli anni prima e dopo la nascita di Cristo ed essendogli del tutto ignoto lo zero scelse l’uno come anno di partenza. Pose l’inizio dell’anno il 25 marzo, festa dell’Annunziata successiva al Natale. Questa usanza si diffuse solo molti anni dopo, nel 725, con Beda che iniziò una sua cronologia storica con questo metodo, che divenne quasi generale in Europa solo verso l’anno Mille.
Il tempo fu computato, dunque, considerando il 1° a. C. come l’anno in cui si presumeva fosse nato Cristo e il 1° anno dopo Cristo come l’anno successivo a questo. Dal momento che il conto parte dall’uno e non dallo zero, il secondo millennio non poteva finire con l’anno 99, perché l’insieme dei due millenni sarebbe stato composto da 1999 anni e non da 2000. Di conseguenza, il nuovo millennio sarebbe iniziato all’alba del 2001.


L’anno zero non esiste in nessuna cronologia inventata dall’uomo, infatti si riparte sempre dall’anno uno. La storia della matematica ci racconta che lo zero e le cifre arabe furono introdotte in Occidente e precisamente nella città di Pisa da Leonardo Fibonacci nell’anno 1202. Il matematico Giuseppe Peano, nel 1925, scriveva che gli astronomi, per questioni algebriche, adottano una cronologia che prevede lo zero e i numeri negativi, ma nello stesso tempo precisava che gli storici
chiamano primo avanti Cristo l’anno precedente il primo dopo Cristo.
La stessa chiesa non ha dubbi in proposito tanto è vero che il Vaticano programmò la veglia di preghiera in piazza San Pietro, per il passaggio al nuovo millennio, alle ore 24 del 31 dicembre 2000. Questa convinzione la chiesa l’ha dimostrata anche nell’indizione del Giubileo. Papa Bonifacio VIII stabilì che l’Anno Santo si doveva celebrare nell’anno di fine secolo, infatti non lo chiamò “Giubileo”, ma "centesimus annus”. Anche per lui il centesimo anno era quello con gli zeri. Che il ventunesimo secolo e il terzo millennio siano iniziati nel 2001 sembra essere stata anche la posizione ufficiale dell’osservatorio di Greenwich, l’orologio che ha registrato l’entrata ufficiale nel terzo Millennio. Scienza e Chiesa, questa volta, sembrano essere d'accordo. Andrea Rapisarda ci racconta che anche "il passaggio dal XIX al XX secolo fu accompagnato da una controversia che impegnò a fondo i giornali e l’opinione pubblica. L’inizio del nuovo secolo si doveva stabilire con l’anno 1900 o con il 1901? Si attennero al primo criterio gli organizzatori della grandiosa esposizione universale che si tenne a Parigi nel 1900, ma l’altro finì per prevalere dovunque".


Ci sono ancora altre controversie: secondo alcuni matematici e alcuni storici è probabile che Dionigi, nel compilare il calendario, abbia commesso un errore per difetto di circa sei anni. Erodoto, infatti, sarebbe morto nel 4 a C., di conseguenza Gesù dovrebbe essere nato almeno due anni prima  di tale data. Se così fosse, il Duemila sarebbe dovuto iniziare nel 1994 e di conseguenza oggi dovremmo trovarci nel 2006. La questione è stata dibattuta anche alla Nasa, i cui scienziati, però, affermano che non si può parlare di errore, perché non esiste una documentazione con data certa sul censimento fatto fare dai Romani in Palestina e sul passaggio della stella. Niente di più relativo, dunque, dell’inizio di un nuovo anno. La domenica del 31 dicembre del “2000”, affermava Luigi Forno nei giorni della polemica, coinciderà con l’ultimo giorno della settimana, l’ultimo giorno del mese, l’ultimo giorno dell’anno, l’ultimo giorno del secolo, l’ultimo del Millennio e, a detta di altri, anche l’ultimo giorno delle polemiche.

 

Perché in molti la smettano di dire: "Siamo nel Duemila..." ogni qual volta intendono affermare una pretesa di modernità, vorrei ricordare che pur essendo il calendario gregoriano, secondo il quale siamo entrati nel 2016, quello più diffuso perché “esportato”  dagli europei negli altri continenti e utilizzato a fini civili in tutto il mondo, localmente esistono diversi calendari simili fra loro, perché legati agli stessi fenomeni naturali, ma in pratica divergenti, perché sono diversi i punti di partenza e i criteri di conteggio. Così per gli arabi il sei aprile del 2000 inizierà l’anno 1426, mentre per gli Ebrei il 25 settembre del 1999 è iniziato il 5764, in relazione alla data in cui ebbe origine la terra secondo la religione. Per i cinesi, dove oggi è in vigore il calendario gregoriano, che misurano il tempo in cicli di anni, è il 4699. Nel calendario giapponese è l’anno 2663, in quello greco (Seleucide) il 2316, in quello indiano il 1926, in quello bizantino il 7513, in quello islamico il 1423. Nel calendario romano di Numa è l’anno 2757, in quello di Giulio Cesare è l’anno 2050. Tutti i calendari, dunque, hanno un punto di partenza che si rifà ad avvenimenti importanti dei singoli popoli o ad avvenimenti mitici. Da 1922 al 1945, in Italia fu usato oltre al gregoriano anche il calendario fascista, che prese il suo avvio dalla marcia su Roma (28 ottobre 1922) e contava gli anni in numeri romani: per esempio il 22 agosto 1925 fu il - III - anno dell'epoca fascista

 

GLI ANTICHI CALENDARI

 

Importanti sono anche i calendari degli Assiri, dei Babilonesi come quello degli Ebrei. Tra i calendari dell’America Latina, particolarmente interessante è quello degli Aztechi sul quale ne elaborarono uno anche i Maya. Nel corso degli scavi di Città del Messico, nel 1790, fra le rovine fu rinvenuto un calendario azteco, "la Pietra del Sole", vero capolavoro scolpito a regola d’arte: un cilindro di porfido dal diametro di quattro metri e dal peso di circa 250 quintali, che si trova al Museo Nazionale di città del Messico. I Maya inventarono e adoperarono un calendario più o meno uguale a quello degli aztechi, ma riuscirono a determinare la durata dell’anno solare con una precisione davvero sorprendente: 18 mesi di 20 giorni ciascuno, con l’aggiunta di un mese corto di appena cinque giorni.

 

IL CAPODANNO

 

Il Capodanno ha subito nel corso del Medioevo e fino alle soglie del XIX secolo molte variazioni rispetto a quella dell’ultimo calendario romano, adottato oggi da tutti i paesi di tradizione cristiana o cristianizzati. In Inghilterra e in Irlanda, per esempio, dal secolo XII fino al 1752 lo si celebrava il 25 marzo. In Spagna era fissato al 25 dicembre fino al principio del 1600. Talvolta la data del Capodanno variava da città a città. Vi era lo stile della natività che stabiliva il primo giorno dell’anno al 25 dicembre. Lo stile dell’incarnazione o fiorentino perché usato a Firenze, che lo fissava al 25 marzo, festa dell’Annunciazione di Maria Vergine, e lo stile della pasqua o francese che lo datava alla domenica di resurrezione. Lo stile veneto, usato a Venezia fino alla caduta della Repubblica, nel 1797 lo prescriveva al primo marzo, mentre lo stile bizantino, in uso nelle Calabrie e nelle Puglie lo indicava al primo settembre. Infine, lo stile moderno o della circoncisione in vigore attualmente nei nostri paesi, lo stabiliva al primo gennaio. Questo nacque a Reggio Emilia nel 1379 e si diffuse ben presto nelle altre regioni italiane.

 

*articolo scritto nel Dicembre 1999

 

 

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