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LE EPIDEMIE A SAN DONATO DAL XVII AL XIX SECOLO

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Cognomi sandonatesi scomparsi dopo la peste del 1656-58.

April 18, 2020

 

Alcuni anni fa, esaminando i registri parrocchiali relativi alle nascite, ai matrimoni, alle morti  e ai battesimi, scoprii che dopo la peste del 1656-58 non comparivano più alcuni cognomi. Non fu difficile intuire quello che era successo, anche perché dal 1656 al 1658 nel registro dei morti risultava un lungo elenco di persone.

 

La terribile peste, infatti, che in quel tempo colpì tutto il Regno di Napoli di cui facevamo parte, si diffuse anche a San Donato portando all’estinzione di interi nuclei familiari: di 2374 abitanti ne morirono 1704, compresi 30 morti circa per cause diverse. Quando l’epidemia cessò, i sandonatesi salvi erano solo 670.

 

Ho esitato prima di pubblicare questo elenco, perché intendevo fare altre e più approfondite ricerche, diventate, però, di questi tempi impossibili. Sta di fatto che dopo l’epidemia numerosi cognomi non compaiono più nei registri parrocchiali e non risultano neppure nel catasto onciario (1753). Mi riservo di approfondire l’argomento.

 

ELENCO FAMIGLIE SANDONATESI ESTINTE

Barbone, Barello, Bortone, Bove, Campisano, Capone, Cauta, Cavaliero, Ciacci, Ciny, Concarella, Cortino, D’Angelillo, De Rosato, De Secci, Stefanozzi, Di Benedetto, Di Cola, Fantacci, Forlone, Fratello, Gattozzi, Gerardy, Guliati, Margiotta, Massaro, Morello, Narducci, Portio, Tallone, Tartaglia, Tibaldi, Turtulano, Varella, Verlocco, Viola, Visitto, Zatecchia.

 

La peste, in ogni modo, non colpì solamente questi nuclei familiari, ma serpeggiò in quasi tutte le altre famiglie, seminando la morte in molti dei suoi componenti, diversamente non troverebbe riscontro un così alto numero di morti. I nuclei familiari, ai fini della riscossione delle imposte, erano detti fuochi e in base a quanto affermano alcuni studiosi essi si componevano in media di cinque persone.

 

“Ad Alvito si passò da 524 a 283 fuochi, a Gallinaro da 131 a 114, a Settefrati gli abitanti diminuirono del 37%, a Picinisco del 34%, a Belmonte e Vicalvi del 30%. Gli effetti della peste durarono a lungo e il Cominese subì una grave crisi che non fu solo demografica, ma anche economica e sociale” [1].

 

 

1.  Informazioni tratte da ROSANNA TEMPESTA – La rendita feudale all’epoca dei Gallio in Il Ducato di Alvito nell’età dei Gallio. Alvito 1997, Tomo I

 

 

 

 

 

 

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