LA FONTANA DI VIALE MARCONI


La caratteristica fontana di Viale Marconi, posta tra le due grandi aiuole, fu realizzata negli anni Cinquanta dal sandonatese Donato Cautilli (1908 - 1988), detto Tuccio, direttore del laboratorio marmi del Vaticano.

Donato, durante la Seconda guerra mondiale, dal 1943 al 1945, fu prigioniero nel campo di concentramento di Dusseldorf. Quando la guerra finì, prima di rientrare in Italia, disegnò una fontana a forma della nostra penisola e, con altri prigionieri, la realizzò nel campo a ricordo della loro permanenza.

Tornato a casa, ebbe l’idea di costruire la stessa fontana a San Donato, sua cittadina d’origine. Ne parlò con il sindaco Antonio Cedrone, che accolse l’idea con entusiasmo. Subito dopo, Cautiili ufficializzò la proposta, inviando al Sindaco una lettera nella quale così si legge: “Deve rappresentare un cesto di circa 5 m di diametro nel quale, dentro una vasca rivestita di mosaico azzurro, campeggi l’Italia contornata da conchiglie e da gemme con nell’interno una fioritura di fiori bianchi, rossi e verdi. Contornata tutt’intorno da una fascia fiorita dove si delinei la Rosa dei venti segnalata con otto emblemi composti di testine di Eolo (dio dei venti) nell’atteggiamento di soffiare, e sui nastri annessi scolpito il relativo vento. Al centro dell’Italia campeggia Roma segnalata da una colonnina di metallo con sopra un impianto a luce riflessa circolare e nella sommità un galletto a banderuola per il funzionamento della Rosa dei Venti. L’alimentazione dell’acqua verrà fornita dalla foce del Po e del Tevere…”

Il progetto vide la luce nel 1954. Nel 1955 furono formati, come da modelli e disegni effettuati da Tuccio, 18 pezzi a cemento armato di varie dimensioni e sagome che dettero forma alla fontana. Di seguito, su disegni ed elaborazioni del Cautilli, lo scultore Bruno Bortolotti eseguì il complesso del gallo sbalzato su rame con relativa colonnina, banderuola e supporto per l’illuminazione.

Il Cautilli volle che la fontana fosse posta fra le due aiuole del viale che conduce alla scuola elementare offrendo gratuitamente il progetto particolareggiato e la direzione dei lavori, in omaggio al suo defunto genitore, Gerardo, già insegnante elementare nello stesso Comune.

Nel 1960 furono aggiunte, sovrapponendole a quelle incise su pietra. le otto testine di Eolo eseguite dal prof. Guerrino Mattia Monassi, incisore capo della Zecca dello Stato.

Nel 1985 la fontana ha subito un primo restauro effettuato dal Cautilli stesso con il rifacimento del mosaico. Il galletto che era stato quasi distrutto da un atto vandalico venne rielaborato in bronzo dallo stesso scultore Bortolotti.

Negli anni seguenti il gallo è stato rubato, ritrovato e poi fatto nuovamente sparire. In seguito ha ricevuto qualche timido tentativo di restauro.


“Il calco originario in gesso del galletto, eseguito presso il museo del vaticano dal Mercatali, formatore di gessi per i musei Vaticani e Capitolini, esiste ancora e sarebbe a disposizione dell’amministrazione comunale nella fortunata ipotesi che si volesse ripristinarlo”, afferma suo figlio, ing. Franco.


Nel fornirmi queste informazioni suo figlio così si è espresso: “Mio padre ha sempre manifestato in

tutta la sua vita un enorme amore per il suo paese natale”.


Nel 1954, su commissione della sig.ra Francesca Coletti, Tuccio realizzò anche, con marmi ricercati, l’altare che contiene le spoglie di Santa Costanza.




Foto anni Cinquanta- Moglie e figlio di Tuccio

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