Il monumento ai caduti di San Donato Val di Comino

Piazza Carlo Coletti è dominata dal monumento innalzato ai caduti della Prima e della Seconda guerra mondiale. Esso così viene descritto nel Catalogo generale dei Beni Culturali: “Su una bassa base quadrata si eleva il piedistallo in travertino a sezione esagonale irregolare con lapidi recanti i nomi dei caduti delle due guerre mondiali; corone d'alloro in rilievo ornano i tre lati minori. In alto è posta la statua in bronzo della vittoria alata che brandisce con la destra un gladio mentre con la sinistra impugna uno scudo circolare”. Fu realizzato nel 1927. Materia e tecnica: bronzo / fusione. Cartolina postale (arch. Priv. Coletti - Tempesta) Sulle lapidi sono incisi i nomi dei caduti del

Cognomi sandonatesi scomparsi dopo la peste del 1656-58.

Alcuni anni fa, esaminando i registri parrocchiali relativi alle nascite, ai matrimoni, alle morti e ai battesimi, scoprii che dopo la peste del 1656-58 non comparivano più alcuni cognomi. Non fu difficile intuire quello che era successo, anche perché dal 1656 al 1658 nel registro dei morti risultava un lungo elenco di persone. La terribile peste, infatti, che in quel tempo colpì tutto il Regno di Napoli di cui facevamo parte, si diffuse anche a San Donato portando all’estinzione di interi nuclei familiari: di 2374 abitanti ne morirono 1704, compresi 30 morti circa per cause diverse. Quando l’epidemia cessò, i sandonatesi salvi erano solo 670. Ho esitato prima di pubblicare questo elenco, p

Mario Equicola e la figura di Maria Maddalena

Affresco di Giotto di Bondone – Scene dalla vita di Maria Maddalena che parla agli Angeli. In occasione della presentazione ad Alvito del secondo Quaderno dell’Archeoclub Val di Comino, avvenuta il primo novembre 2019, si è parlato della figura di Maria Maddalena con riferimento ad un’opera di Mario Equicola, l’Iter in Narbonensem Galliam, opuscolo a stampa di inizio Cinquecento, assai raro. Infatti, l’umanista alvitano intraprese un viaggio in Provenza nel 1517 al seguito di Isabella Gonzaga d’Este, marchesa di Mantova, della quale era precettore. Egli aveva il compito di scortarla nelle terre già visitate nei mesi precedenti da Federico Gonzaga, primogenito di Isabella, che era stato ospit

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