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Il Convento di San Francesco a Vicalvi

[di CDR-ACVC] - Il Convento di San Francesco a Vicalvi, in provincia di Frosinone, è un complesso religioso francescano immerso nella splendida cornice della Val di Comino. Fondato nel XIII secolo, il convento conserva ancora oggi il fascino e la spiritualità che lo hanno reso un importante luogo di fede e cultura per la comunità locale.





Storia del Convento

Secondo la tradizione locale, il convento fu fondato nel 1222 dallo stesso San Francesco di ritorno dal suo viaggio in Terra Santa, avvenuto nel 1219, durante la quinta crociata. In occasione dell'assedio crociato alla città egiziana di Damietta, San Francesco insieme con frate Illuminato ottenne dal legato pontificio (il benedettino portoghese Pelagio Galvani, cardinale vescovo di Albano), il permesso di passare nel campo dei Saraceni e incontrare, armati della sola loro fede, a loro rischio e responsabilità, il sultano ayyubide al-Malik al-Kāmil [1], nipote di Saladino. Il passaggio per la Val di Comino era dovuto al fatto che aveva ricevuto il compito di portare ai principali rappresentanti dei religiosi cristiani il messaggio di pace ricevuto dal sultano. [2]

Si narra che il santo si fermò a Vicalvi, attratto dalla bellezza del luogo e dalla sua atmosfera di pace e tranquillità. Per tre anni vi si stabilì ed ottenne dall'abate benedettino di Montecassino l’utilizzo di una piccola cappella dedicata al Crocifisso e due stanzette annesse, che in seguito ampliate, divennero l’attuale convento. Durante la sua permanenza, San Francesco prese un’importante decisione: diventare sacerdote.

Il convento divenne rapidamente un centro di riferimento per la spiritualità francescana nella regione. Nel corso dei secoli, ha ospitato numerosi frati illustri, tra cui San Bonaventura da Bagnoregio, biografo di Francesco, che ne fu guardiano dal 1256 al 1257.





Architettura del Convento

Il complesso conventuale comprende la chiesa, il chiostro, il refettorio, la biblioteca e altri ambienti adibiti a diverse funzioni. La chiesa, dedicata a San Francesco, è un esempio di architettura gotica cistercense. Presenta una facciata semplice e austera, un'unica navata con volta a crociera e un abside poligonale. All'interno si conservano diverse opere d'arte pregevoli, tra cui affreschi del XIV e XV secolo e una statua lignea di San Francesco.

Il chiostro, di forma quadrata, è un luogo di quiete e di riflessione. È circondato da un portico con archi a tutto sesto e ospita un pozzo in pietra al centro. Il refettorio, un ampio ambiente rettangolare, era il luogo dove i frati consumavano i loro pasti. La biblioteca, ai tempi ricca di testi antichi, era un importante centro di studio per i frati.


Il Convento oggi

Oggi, il Convento di San Francesco a Vicalvi è un luogo aperto ai pellegrini e in generale ai visitatori che desiderano immergersi nella sua atmosfera di pace e spiritualità. Il convento è anche un centro di attività culturali, con concerti di musica sacra, mostre e conferenze che si svolgono durante tutto l'anno.


Nell'ambito della manifestazione nazionale dell'Archeoclub d'Italia, XXX edizione di Chiese Aperte, domenica 12 maggio 2024 la sede Val di Comino organizzerà una passeggiata a partire dalle ore 10:00.

A cura di Filomena Carbone e di Domenico Cedrone.






[1] Lo stesso sultano ayyubide al-Malik al-Kāmil, incontrerà nel corso della sesta crociata un altro personaggio importantissimo di origini cominesi: Tommaso I d'Aquino, braccio destro di Federico II di Svevia. Tommaso I d'Aquino nacque ad Alvito o, secondo un'altra interpretazione, a Vicalvi e fu figura di grande rilievo della cerchia di Federico II di Svevia; egli fu primo Conte di Acerra, Signore di Nusco e Montella dal 1220, Giustiziere di Apulia e di Terra di Lavoro dal 1221, Capitano Generale del Regno di Sicilia nel 1232.

[2] L'Archeoclub Val di Comino ha già dedicato un convegno dedicato alla figura di Tommaso I d'Aquino il 18 novembre 2018 ad Alvito. Ai saluti del sindaco Duilio Martini e della presidente dell’Archeoclub Val di Comino Rosanna Tempesta hanno fatto seguito gli interventi di Ferdinando Marfella, cultore di storia locale, di Stefano Carducci e Diego Mammone, rispettivamente presidente e tecnico scientifico del Centro studi “Finis Regni”, di Luciano Santoro, appassionato di storia locale, di Giuliano Fabi, animatore del progetto “Terra dei 5 Miracoli”.

Nel corso del 2024, la nostra Sede dell'Archeoclub in collaborazione con altre associazioni locali della Val di Comino dedicherà un altro approfondimento al grande Tommaso I d'Aquino.

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