L'ARCHEOCLUB VAL DI COMINO SULLE TRACCE DI DANTE ALIGHIERI

Buon Dantedì a tutti



Oggi 25 marzo si celebra ufficialmente la giornata dedicata a Dante Alighieri per la ricorrenza del settimo centenario della sua morte, per malaria [1], avvenuta a Ravenna nella notte tra il 13 e il 14 settembre 1321.

Il 17 gennaio 2020 fu proposta la data del 25 marzo. Questo perché in molti ritengono che il viaggio ultraterreno narrato nella Divina Commedia sia iniziato in quel giorno nel 1300. La proposta venne subito accolta con entusiasmo da intellettuali e studiosi, oltre che da prestigiose istituzioni culturali come l’Accademia della Crusca, la Società Dantesca Italiana, la Società Dante Alighieri e l’Associazione degli Italianisti nella Società Italiana per lo studio del pensiero medievale.


L’Archeoclub Val di Comino tra convegni, conferenze e viaggi, nel 2017, visitò la “Mostra temporanea” di Montecassino allestita con preziosi documenti d’archivio relativi all’opera del poeta, sopravvissuti al bombardamento del 1944.

Tra i documenti era presente il codice 512 della Divina Commedia, con a margine le note del figlio Piero, cosi come il primo esemplare tascabile, la Divina Commedia del tipografo Gabriele Giolito de’ Ferrari in cui per la prima volta accanto a “Commedia” compare l’attributo “Divina”, le illustrazioni del Dorè e via di seguito.

Andare sulle tracce di Dante Alighieri, nello stupendo scenario dell’Abbazia, ha anche significato per i Soci dell’Archeoclub incontrarsi con il codice 257 contenente la visione di frate Alberico da Settefrati, ritenuta da molti fonte di ispirazione per il Sommo Poeta, da sempre di notevole interesse per gli studiosi della Valle di Comino. Di frate Alberico e della sua visione si è occupata in particolare la professoressa Mariantonietta Cedrone di Settefrati, socia dell’Archeoclub, attraverso la pubblicazione di una ricca monografia intitolata "Alberico da Settefrati e la sua Visione predantesca”. Si segnala anche un testo particolarmente importante come Poesia e Visione: Dante e Alberico nella critica ottocentesca di Giovanna Ioli, celebre dantista, in Voce di molte acque, Miscellanea di studi offerti a Eugenio Corsini, Torino 1994, pp 505-518.


Proprio oggi l’Archivio di Stato di Caserta ha pubblicato su internet, pagina Facebook, la copertina di un volumetto di Tommaso Vitti di Settefrati dal titolo “Studi su Dante”, Napoli 1891, in cui l'autore si sofferma sull'influenza che ebbe la celebre visione del monaco Alberico sulla stesura della Commedia. “ Vitti, scrivono dall'Archivio, nel suo saggio sostiene che Dante, viaggiando sulla via latina verso Napoli (secondo l'autore l'Alighieri si sarebbe recato nella capitale del Regno angioino per ben tre volte), abbia sicuramente fatto tappa nell'abbazia e letto del viaggio del fanciullo di Settefrati. Nel volume evidenzia i punti di contatto con la Divina Commedia come, ad esempio, il disegno dell'Inferno diviso in gironi abitati da dannati costretti a scontare terribili pene, e il viaggio nei “cieli”, fino alla sede dei Beati".Dante, per Vitti, andrà a sublimare quel sogno, innalzando divinamente i pensieri puerili di Alberico.Vitti. Dopo la pubblicazione, scriverà alla Deputazione Provinciale di Terra di Lavoro chiedendo l'acquisto di almeno 100 copie del libro, per il finanziamento di un secondo volume.La Deputazione ne acquisterà 60 da destinare a diversi istituti scolastici. (Fondo Amministrazione Provinciale di Terra di Lavoro).


Silvio Santagati, storico della Casa degli Italiani a Barcellona, ci riferisce che il Prof. Benedetto Colarossi di Settefrati, presidente del Comitato barcellonese della società Dante Alighieri dal 1919 al 1923, nell'anno 1921 celebrò solennemente il VI centenario dantesco con numerose iniziative: si tennero conferenze in castigliano e catalano, si fecero giochi floreali presieduti dal sindaco di Barcellona, Gr..Uff. Domingo Martinez, profondo conoscitore della Divina Commedia. Grande epilogo della commemorazione fu l'inaugurazione, il 13 novembre, del monumento a Dante, che auspice il Comitato, la Colonna italiana donava alla città di Barcellona.


Di Dante si occupò anche il sandonatese prof. Luigi Cellucci (1876-1962), filologo e storico dell’arte, con un suo scritto intitolato “La poetica di Dante e la sua poesia”, pubblicato in Cultura Neolatina, fascicolo III (Modena 1942)


In tutta Italia, nonostante le forti limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria in corso, sono oggi tantissime, centinaia, le iniziative che sono state organizzate, spesso privilegiando i canali di diffusione digitale.

Anche l’Archeoclub Val di Comino organizzerà, ma solo prossimamente, anche per non entrare in competizione con le centinaia di iniziative di oggi, un evento dedicato al Sommo Poeta che in particolare andrà a toccare gli aspetti peculiari che legano la Divina Commedia con il nostro territorio, dunque con la visione di Alberigo da Settefrati, vista da taluni come fonte di ispirazione per il viaggio ultraterreno nella Divina Commedia. Alberigo nacque intorno al 1100 e da fanciullo ebbe una visione del mondo ultraterreno durante una malattia nel cui decorso era rimasto nove giorni e nove notti in coma. Il racconto fu trascritto inizialmente dal monaco Guidone ma fu poi riscritto con l’aiuto di Pietro Diacono e tramandato sino a noi, conservato a Montecassino, dove Alberico visse [2].

L’evento sarà realizzato e trasmesso tramite il nostro nuovo canale YouTube e diffuso tramite le pagine social su Facebook, gestiti dalla nostra sezione dell’Archeoclub in Val di Comino.

Con il contributo di esperti e dei soci, anche le pagine dell’Archeoblog raccoglieranno contributi, spunti legati al Sommo Poeta, alle sue opere, prima tra tutte la Divina Commedia, e ai tanti riferimenti presenti sul nostro territorio.

Da apprezzare che per il Sommo Poeta, padre della lingua italiana, sia stato utilizzato un termine in italiano e non una parola in inglese – sebbene di chiara ispirazione anglosassone che lascia bonariamente immaginare una correzione in corner, come sovente accade purtroppo in tante altre occasioni nel nostro Paese.


Buon Dantedì a tutti!


[1] Dante contrasse la malaria mentre passava dalle paludose Valli di Comacchio; le febbri portarono velocemente il poeta cinquantaseienne alla morte.

[2] Jacques Le Goff, La nascita del Purgatorio, collana ET Storia, ed. Einaudi, pp. 207-segg, ISBN 978-88-06-22330-4.

FOTO PROPRIETA' ARCHEOCLUB


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