Mons. Luigi Ippoliti, cittadino onorario di San Donato

di Rosanna Tempesta


Mons. Luigi Ippoliti, nei primi anni del 1900, fu Abate – Parroco di Santa Maria e San Marcello, Rettore del Santuario di San Donato e Fondatore-Presidente dell’Asilo d’infanzia, Successivamente fu trasferito e divenne Arciprete-Parroco della Collegiata di S. M. Assunta della Civita in Arpino.

Nel lungo periodo in cui fu a San Donato realizzò numerose opere in favore della nostra cittadina, per cui, il 4 luglio 1922, Il Consiglio comunale volle conferirgli la cittadinanza onoraria attraverso una delibera, che ben riassume tutto ciò che il sacerdote aveva realizzato. Oggi, forse, gli andrebbe intitolata una strada.


Deliberazione del Consiglio Comunale di S. DONATO VAL DI COMINO - Sessione straordinaria — Seduta pubblica in 2a Convocazione


Regnando S. M. VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA

L'anno millenovecentoventidue, addì quattro del mese di luglio, alle ore 10, 00 in Sandonato V. C. e nella consueta sala delle adunanze consiliari.

Convocatosi il Consiglio per la determinazione della Giunta ed a norma della vigente legge si è riunito in sessione straordinaria ed in sessione pubblica.

Procedutosi all'appello nominale, risultarono :

Intervenuti

Antonellis Donato - Cedrone Antonio - Coletti Avv. Lattanzio - Fabrizio Antonio - Massa Notar Berardino - Massa Dott. Cav. Uff, Pasquale - Musilli Avv. Cav. Modesto - Tempesta Emilio - Tempesta Avv. Giuseppe - Bevilacqua Ernesto - Zeppa Attilio. Non intervenuti gli altri

Trovatosi che il numero dei presenti è legale, giusta la vigente legge per essere la seconda convocazione, il Sig. Musilli Avv. Modesto ha assunto la presidenza ed ha aperto la seduta, alla quale assiste l' infrascritto Segretario.


Il Presidente comunica che il Sig. D. Luigi Ippoliti durante il tempo che fu parroco in questo Capoluogo seppe, per le sue elevate doti di mente e di cuore, accattivarsi l'animo di questa intera cittadinanza, la quale con grande ammirazione ebbe a plaudirlo non solo per la sua dottrina sacerdotale, che egli esplicò infondendo i più sani principi religiosi morali e sociali, ma benanche per l'interessamento che ebbe per gli edifici del Culto al cui restauro ed ampliamento provvide con la sua opera sagace ed attiva conseguendo tutti i benefici di legge, compreso il concorso dello Stato nella spesa. Inoltre egli intentò e portò a termine il giudizio contro il Fondo Culto per la devoluzione (liquidazione) a favore di questo Comune, delle rendite, della Ricettizia, che si spera incamerare quando prima. E la sua opera non si limitò nel solo campo della Chiesa, ma, affezionato quale era a questa popolazione, si esplicò oltre in occasione del terremoto, nella quale circostanza egli accorse ovunque dando sollievo e conforto con parole ed atti in quel momento di disagio e di panico ; ed anche durante il periodo bellico egli prestò il suo validissimo aiuto adoperandosi nell'interesse delle famiglie dei militari col chiedere e dare notizie, col trattare personalmente pratiche per sussidi e pensioni e soccorrendo all' occorrenza del proprio finanziamento qualche famiglia assillata dal grande bisogno. Ma ciò non è tutto; egli fece ben altro ancora: sì rese promotore dell'istituzione dell'Asilo d'infanzia in questo Capoluogo per cui raccolse tutti i possibili sussidi e contributi e personalmente ne diresse con competenza tecnica i lavori di costruzione dell'apposito locale e l'organizzazione dell' Ente. Opera questa altamente meritoria, dati i benefizi che da esso ne derivano ai cittadini, massime a quelli delle classi meno abbienti, che a tributargli una meritata riconoscenza la Giunta interpretando i sentimenti dell' intera popolazione è venuta nella determinazione di proporre, come propone, al Consiglio il conferimento della cittadinanza onoraria. Mette quindi a votazione la detta proposta.


Ed il Consiglio :

Udite le comunicazioni fatte dal presidente. Riconosciuta la convenienza di manifestare al predetto Sig. Ippoliti la riconoscenza di questa popolazione si a per sentimenti propri che per aderire al desiderio cittadino. Ad unanimità di voti deliberando. Conferisce al Rev. Sig. D. Luigi Ippoliti la cittadinanza onoraria di questo Comune, esprimendo allo stesso i più vivi ringraziamenti per l' opera da lui spiegata a favore del paese. Delega la Giunta per la lettura ed approvazione del presente verbale.

Letto il presente verbale ad alta ed intelligibile voce, venne dalla Giunta Municipale approvato e firmato dal Presidente, dal Membro anziano, e da me sottoscritto Segretario in conformità della vigente legge.

Il Presidente

f. M. Musilli / Il Membro Anziano f. Tempesta/ 1l Segretario Comunale /. P. f. Emilio Giordano

Per copia conforme, ecc. San Donato V. C. 10 luglio 1922


Il Sacerdote così rispose:

Sono lieto di guanto vi ho esposto e non ho altro da aggiungere, se non che debbo ringraziarvi pubblicamente del lusinghiero attestato che mi avete doto con la nomina a cittadino onorario, che forma il più bel premio alle mie povere fatiche, dopo quello desideratissimo che, spero, mi verrà da Dio.

Arpino, è Pasqua del 1935-XIII.

f.to LUIGI IPPOLITI


La scuola per l’infanzia, che oggi ospita il Museo geologico.


Il fabbricato fu costruito su terreno donato da Saverio Sipari, per una spesa che ammontò a lire 90.615, 56.


Posto in Via Roma, presentava una lunghezza di metri 25,00, la larghezza di metri 8,25 e l’altezza di metri 7,10 quindi del volume di metri cubi 1464,37. L’altezza dell’edificio verso la Via Roma è a un sol piano di metri 8,80, mentre alla parte opposta verso il giardino è a due piani. Detto giardino misura metri 23,50 di lunghezza e metri 3,00 di larghezza[1].


Lo stabile, composto da due piani a tre vani, con grande sala di ricreazione, camerino d’ingresso, cappella in corridoio fu ceduto a titolo gratuito all’ Ente Morale “Asilo d’infanzia”, eretto dallo stesso mons. Ippoliti. La gestione dell’asilo fu affidata alle suore Pallottine di Carità. Successivamente fu utilizzato per la scuola statale dell’infanzia.


Dipinto realizzato da Donato Marini nel 1950 - Archivio Privato Coletti-Tempesta



Il Santuario


Negli anni 1912-18, mons. Ippoliti restaurò la chiesa di San Donato (Il Santuario) giovandosi dell’opera del pittore Enrico Fiorini di Sora.

Nel Rendiconto della sua gestione finanziaria monsignor Ippoliti così scrive:

Fin dalla prima visita che feci al grazioso Tempio di San Donato, adorno di affreschi e di stucchi pregevoli si accese in me il desiderio di restaurarlo. Lo stato di abbandono, di decadimento in cui l’avevo trovato; l’interdizione di celebrare negli altari per il continuo scrostamento degli stucchi e delle cornici; la frequenza dei pellegrini che traevano a centinaia dai circostanti paesi a piè del miracoloso Santo; nonché il voto espresso fin dal 1872 da una Commissione formata dalla parte più eletta della cittadinanza e sostenuta da tutto il popolo, mi fecero tener fronte ad ogni difficoltà, non esclusa quella del movimento tellurico del 1915, che mi balzò, illeso, dall' alto di una scala del palco, al cumulo della sabbia, che stava innanzi all’ altare maggiore. [...[. Lanciai un appello a tutti i Sandonatesi emigrati ed a tutti i devoti del Santo; organizzai una lotteria; chiesi ed ottenni la dispensa pontificia per la vendita degli oggetti votivi di oro depositati. Il tutto mi venne dalla provvidenza di Dio.


Per l’intervento furono spese lire 14.043,85 centesimi. Esso fu eseguito dall’ impresa del costruttore Gioacchino Coletti. L’acquasantiera di marmi colorati fu regalata dalle suore di Frascati. La Pala rappresentante il Battesimo di San Giovanni fu dipinta gratuitamente da Padre Colombo, francescano. A ricordo dei lavori eseguiti, su una parete interna della chiesa fu murata una lapide con la seguente iscrizione:


Templum hoc vetustum- divo Donato dicatum

curante Abbate D. Aloysio Can.co Ippoliti

civium muneribus et donis

splendide restauratum

magno fidelium concursu et plausu

Antonius M.a Iannotta Episcopus Soranus

die V augusti MCMXV

solemniter benedixit.




[1]L. IPPOLITI, Rendiconto della mia gestione finanziaria quale Abate-Parroco di S.M. e S. Marcello, Rettore del Santuario di S. Donato e Fondatore-Presidente dell’Asilo d’infanzia in San Donato Val di Comino, Prov. Frosinone, Arpino, 1935, pp. 39-40.


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