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LA COMPATRONA: SANTA COSTANZA MARTIRE di Rosanna Tempesta

  • 2 ore fa
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Nel 1756, arrivarono dalle catacombe di San Callisto in Roma le reliquie della martire cristiana Costanza, uccisa con un colpo di spada alla gola, che furono accolte dai nostri antenati "con onori regali".

   Esse furono custodite in un cuscino, posto sotto la testa di una statua di cartapesta della Santa che fu sistemata nella chiesa di Santa Maria e San Marcello, in una grande urna di vetro e legno, "intagliata sui lati con motivo di volute e teste di cherubini"[1] attribuita al tedesco Giovanni Stoltz[2] ed indorata da Mattia Noletti di Alvito[3].. Il  vero nome della Martire non si conosce, ma i san­donatesi la chiamarono Costanza ispirandosi alle poche parole che si leggevano ancora sul luogo della primitiva sepoltura corroso dal tempo: "Costante in fide..."[4].

   Nel 1797 l’urna di vetro fu posta sotto l'altare maggiore, dedicato a San Marcello, al­lora in legno, nella chiesa che proprio in quell'anno era stata re­staurata. 

   Nella relazione della visita pastorale del 1800, fatta dal vescovo Agostino Colaianni, si legge: "Adest etiam in eodem alta­ri... Urna eleganter composita, et Crystallo ap.le anteriore munita, in qua osservatur Corpus Sanctae Constantie Martiris".   

    Nel 1954 l’altare di legno fu sostituito da quello di marmo fatto costruire dalla sig.ra Francesca Coletti, figlia del sindaco cav. Carlo, nel rispetto della volontà del defunto marito dott. Umberto Bonaventura, così come risulta anche dalle targhe poste ai lati del medesimo altare.


 

 

 

     FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SANTA

 

Le celebrazioni del primo centenario della traslazione

   Nel 1856 il canonico Rufo organizzò i festeg­giamenti del primo centenario della traslazione di Santa Costanza alla presenza di "numerose genti" accorse an­che dai paesi vicini.

   L’avvenimento era annotato su una tavoletta di legno, conservata nella chiesa fino al 1962, che in seguito è stata smarrita. Su di essa si leggeva:

 

nell'augusto anno 1856, curato economo canonico Rufo, con solenne pompa e religiosità e alla presenza di genti accorse da ogni dove fu celebrato il primo centenario di S.ta Costanza martire. Furono spese cinquecento monete d’oro

 

   Un’altra annotazione relativa al primo centenario la troviamo presso l’Archivio Parrocchiale della chiesa ed esattamente nell’undicesimo libro dei matrimoni dell’anno 1856:

 

A me Cajetano Canonico Rufo Economo curato oppidi Sanctidonati - exaratus - Anno millesimo octingentesimo quinquagesimo sexto, mei officii Pastoralis septimo et centesimo, quo ex alma Urbe ad nos advenit S. Constantia Martyr et Patrona[2]

   In quell'occasione il panegirico della Santa fu tenuto dal sacerdote don Giacinto Massa.    


Le celebrazioni del secondo centenario della traslazione

    Le celebrazioni si svol­sero dal 26 agosto al 2 settembre del 1956.  Vennero aperte con una predica del delegato vescovile, mons. Ernesto Cardarelli, e proseguirono con funzioni sacre e conferenze tenute dal prof. Benedetto Rossi, mons. Ettore Degni, mons. Gaetano Squilla, mons. Giuseppe Paglia, dall’abate di Casamari, don Nivardo Buttarazzi, dal vescovo di Veroli, mons. Carlo Nivraghi. La messa fu celebrata dal vescovo di Sora, mons. Biagio Musto. Alle 18,30 del 26 agosto si svolse la solenne processione con le sacre spoglie della santa, accompagnate da concerto bandistico, che furono seguite per tutte le strade della cittadina da un "numerosissimo popolo" richiamato dai manifesti affissi su quasi tutte le facciate delle abitazioni. Intervennero i presuli, il clero locale e limitrofo e il Seminario diocesano.

   Il 2 settembre, monsignor Biagio Musto, assistito dal Clero, dal Cerimoniere vescovile, dai medici locali, dottor Attilio Tempesta e dottor Tacito Leone, da un notaio della Curia, procedette alla rico­gnizione del corpo della martire che poi fu ri­posto e sigillato nell'urna di vetro unitamente ad una pergamena sulla quale sono annotati i nomi dei più quotati testimoni dell'avvenimen­to. Sulla piccola urna oggi poggia il capo di una statua supina della Santa[3]. Le celebrazioni dell’anno 1997

   Il 9 novembre 1997, il parroco-abate don Giuseppe Siciliano organizzò solenni festeggiamenti per celebrare il bicentenario della chiesa (dedicazione) con un convegno dal titolo: “Atti e Documenti”, con l’intervento degli studiosi Rosanna Tempesta e Domenico Cedrone. L’incontro si concluse con un “Concerto di Quartetto di Fiati” che vide protagonisti Vincenzo Pulcini, Alessandro Sdoia, Adamo Lancia, Francesco Tramontozzi. Seguì la pubblicazione degli Atti presso la tipografia di Casamari.



Le celebrazioni dell’anno 1997

   Il 9 novembre 1997, il parroco-abate don Giuseppe Siciliano organizzò solenni festeggiamenti per celebrare il bicentenario della chiesa (dedicazione) con un convegno dal titolo: “Atti e Documenti”, con l’intervento degli studiosi Rosanna Tempesta e Domenico Cedrone. L’incontro si concluse con un “Concerto di Quartetto di Fiati” che vide protagonisti Vincenzo Pulcini, Alessandro Sdoia, Adamo Lancia, Francesco Tramontozzi. Seguì la pubblicazione degli Atti presso la tipografia di Casamari.

 

 Le celebrazioni dell'anno 1999 

   Dopo numerosi anni, durante i quali la comunità religiosa sandonatese si era limitata a rispettare semplicemente la tradizione della novena e della processione, le solenni celebrazioni in onore di Santa Costanza ripresero nel 1999. La festa, riproposta dalla Parrocchia e sostenuta da alcuni studiosi del luogo, fu accolta con vivo entusiasmo dalle persone più anziane e con curiosità dai più giovani.

   Oltre alla cerimonia religiosa, fu ripristinata la tradizione del mercatino delle pignatte e delle cipolle, dei fuochi pirotecnici, dei “giochi popolari”. Il programma dei festeggiamenti, ricco e articolato, era scaturito dalla riscoperta delle tradizioni religiose della comunità sandonatese.

   Nel volantino del 1999, diffuso dalla Comunità Parrocchiale, si legge:

 

 Festeggiamenti in onore di Santa Costanza Martire, co-protettrice - San Donato V. C. 28-29 agosto - Per valorizzare gli aspetti tradizionali della religiosità sandonatese, la Comunità è invitata a rinnovare il culto in onore di Santa Costanza che i progenitori hanno scelto, insieme a San Donato V. e M., come protettrice del paese". Programma: 20 agosto, ore 18,00: inizio solenne novenario; 28 agosto, ore 19,00: "Il culto di Santa Costanza a San Donato" una conversazione di Rosanna Tempesta; ore 19,00 concerto per clarinetto e pianoforte di

Filippo Capoccia e di Roberta Venditti

 

   Il 29 agosto, dalle 9.00 alle 13.00, via Duomo e Piazza Giustino Quadrari furono animate da bancarelle con i famosi "coccetti di Santa Costanza" e da banchetti con ceramiche più ricercate.

   Alle 18.00 la solenne processione con la statua e la reliquia si snodò per le vie cittadine con spettacolare batteria pirotecnica


Le celebrazioni dell'anno 2000

   Nel 2000 la festa fu arricchita: per due giorni le antiche strade del paese furono attraversate da cortei storici e sbandieratori. Il 26 agosto, alle ore 18.30, dopo "una conferenza sui martiri cristiani tenuta dalla prof.ssa Rosanna Tempesta, fu letto l'elogio panegirico di Santa Costanza" scritto dall'abate Giacinto Massa nel 1856. Fece seguito un concerto di musica classica dedicato a Bach ed alla musica del Settecento

  A conclusione dei festeggiamenti, la sera si svolse la solenne processione con la reliquia e la statua della Santa con batteria pirotecnica. La giornata si concluse con il concerto tenuto in piazza dalla Banda musicale di Monte San Giovanni Campano. Nello stesso anno fu  costituito un Comitato che in futuro avrebbe organizzato e gestito la festa.Il 4 agosto 2002 fu presentato alla comunità sandonatese il libro sul culto di Santa Costanza, scritto da Rosanna Tempesta, con prefazione del vescovo mons. Luca Brandolini, che quel giorno fu anche presente in chiesa.

                        

Pesentazione libro su Santa Costanza
Pesentazione libro su Santa Costanza
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[1] APTC., D. COLETTI, Appunti dattiloscritti, cit.

[2] APSMSM., XI libro dei matrimoni

[3] Ibidem

 
 
 

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